21 maggio 2009

Patrick Wolf - The Bachelor

Personalmente ho un rapporto quasi affettivo con questo ragazzo.
Si era infatti nel 2005,  da poco avevo scoperto l'esistenza di quell'universo parallelo della musica detto indie, e una delle prime rivelazioni era stato il suo secondo album, Wind in the Wires uscito nel febbraio di quell'anno.
Il suo ascolto mi convinse di una serie di cose a riguardo di questo mondo: era popolato di giovani ragazzi (Patrick Wolf doveva ancora compiere 22 anni allora) pieni di talento, capaci di prodursi un album praticamente da soli, suonando quasi tutti gli strumenti e registrando brani liberi dalle coercizioni dell'industria discografica e liberi dai vincoli di pubblicità, passaggi radio e promozioni a Top of the Pops.
Poi ho scoperto che questo universo parallelo, essendo un intero universo, contiene anche tutti gli opposti a questo modello e pure altre varianti che non avrei mai immaginato (e che magari non immagino tutt'ora). E allora vai con tizi over-70, produzioni complesse, orchestre, composizioni furbette scala-classifiche e così via, ma intanto Patrick mi è rimasto nel cuore.
Nel 2007 ha pubblicato un nuovo album, The Magic Position, che mi è piaciuto un po' di meno, un po' più facile (leggi: banale), meno incisivo, sicuramente non memorabile. Quasi un tentativo (in parte riuscito, a quanto pare) di affacciarsi alle classifiche, nel tutto sommato legittimo tentativo di monetizzare un po' di quel talento di cui è dotato.
In questi giorni è infine uscito il nuovo album, The Bachelor, inizialmente concepito come un doppio, poi diviso in due uscite distinte (la prossima parte dovrebbe vedere la luce nel 2010 e si sa già che si intitolerà The Concqueror) e per quanto mi riguarda siamo tornati ad alti livelli.
Più maturo, chiaro, più complesso, più articolato, più impegnativo e un po' meno accessibile del bel Wind in the Wires, ma complessivamente di nuovo a confermare l'impronta geniale del suo autore, questo disco, in bilico tra pop, canzone d'autore e composizione orchestrale, è una delle cose più belle uscite in questa prima metà d'anno. Perfetto da ascoltare con occhiali da sole e vestiti leggeri nell'anticipo di estate di questi giorni.
Procuratevelo, datemi retta.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Disco strepitoso!

Alessandro ha detto...

concordo, è un disco meraviglioso, con virate elettropop notevolissime (i due singoli) e affondi epici. The magic position non era così male, una giostra gioiosa, con almeno un pezzo grandioso (ouverture).