27 marzo 2009

Adriano Modica - Annanna

A proposito di musica italiana.
Adriano Modica non compare nella compilation che ho segnalato qualche giorno fa, ma è una scoperta che ho fatto da poco e che nel mio piccolo ritengo doverosissimo divulgare e consigliare più che caldamente.
Il percorso tramite cui sono arrivato a scoprirlo è tortuoso e non vale la pena ricostruirlo qui, se non per evidenziare quanto sia immeritatamente nascosto quello che mi pare essere davvero un bel gioiello dell’italica musicografia, di quelli che meriterebbero invece 20 passaggi al giorno in radio, presenze ripetute nei più disparati talk-show e diffusione costante in supermercati e centri commerciali (dove invece regna sovrana la nauseabonda coppietta Povia-Arisa), altrochè.
E invece, se non scavi un po’, non ne vieni a conoscere nemmeno l’esistenza. Probabilmente è anche il suo modello di distribuzione (di cui parlerò sotto, perché merita) ad aiutarlo a mantenersi anonimo, ma qui si evidenzia ancora una volta una spiacevole stortura del mondo discografico.
La musica di Modica è intelligente, raffinata e per nulla banale, pur senza mai sconfinare in difficoltosi sperimentalismi, testi molto ben curati e sapientemente arrangiata.
Il suo genere l’ho visto definire “cantautorato”, ma per essere meno vaghi lo si potrebbe collocare in una zona che sta tra il miglior Gazzè, Radiohead (l’ombra lunga di Paranoid Android su Il Settenano di pietra), CSI, Tiromancino e perfino una spruzzata di Syd Barret. Detto così, però, come al solito non dice molto.
Non resta che ascoltarlo, semplicissimo.
Già, ascoltarlo è davvero semplicissimo. La coraggiosa scelta fatta da questo artista è infatti quella di mettere a disposizione per il download gratuito dal suo sito tutti i suoi album (per ora 2, più un EP), con licenza Creative Commons, che tra l’altro ha scelto in una delle sue forme più aperte. Cioè basta citarne la paternità e non alterarlo, poi ci si può fare quel che si vuole, dal semplice ascolto all’utilizzo nel jingle della prossima BMW.
La scelta, oltre che ad essere encomiabile (dal punto di vista dell’arte-per-tutti) è pure davvero coraggiosa: non solo l’ottimo Adriano non ci guadagna un centesimo di un lavoro per nulla artigianale, che deve avere richiesto un notevole impegno di tempo e risorse, ma pure, senza qualcuno che nel classico modello musicale ha interesse (economico) a diffondere e pubblicizzare il suo lavoro, rischia di rimanere a lungo ed immeritatamente nell’ombra.
Appunto.
Ultima considerazione: Annanna è il primo album di una trilogia che ha in Il Fantasma Ha Paura come secondo capitolo (il terzo è ancora da pubblicare). Però Il Fantasma è stato pubblicato un paio d’anni fa, mentre Annanna rimaneva chiuso in un cassetto. Poi pure lui ha visto la luce e io l’ho scoperto.
Ora mi sono scaricato Il Fantasma e mi ci dedicherò nel fine settimana. A leggere le recensioni che ne avevano fatto ai tempi sembra ottimo pure questo. Non ne dubito.
Ne dirò.

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