"La caduta di Wall Street sta al fondamentalismo del mercato come la caduta del Muro di Berlino è stata al comunismo"

e se andiamo a vedere cosa ne è stato del comunismo dal 1989 a oggi, mi sa che ora si inizia davvero a ballare.
alla deriva nel mare magnum

Ci sono dischi che sembrano essere suonati tutti in punta di dita. Le corde della chitarra appena sfiorate, i tasti del pianoforte accarezzati, la batteria suonata a tocchi leggeri, la voce sussurrata.
Tre anni fa mi avevano deliziato con lo splendido Beautiful Seizure e pochi giorni fa sono usciti col loro secondo album, Paperworks.


L'avete sentito, no? Ne parlava ieri il New York Times, e oggi hanno ripreso la notizia anche i nostri quotidiani. (In rete ho visto che se ne accennava qui e qui.) Se non fosse bastato Dan Brown a dipingere il CERN come un covo di gente che prepara l'apocalisse, adesso ci si sono messi anche i signori Wagner e Sancho. I due hanno intentato causa per il rischio che LHC produca mini buchi neri che potrebbero distruggere la Terra (sono recidivi, perché hanno già perso una causa analoga contro il RHIC). Ora, la cosa non è una novità, in quanto le prime speculazioni teoriche sulla produzione di mini buchi neri al CERN risalgono al 2001. Ma il punto è che tutti gli studi condotti per accertare possibili conseguenze nefaste hanno mostrato che non c'è nessun rischio reale. Perché? Intanto perché la produzione di mini buchi neri è del tutto ipotetica. Poi, perché LHC non farà altro che prendere protoni e sbatterli l'uno contro l'altro a velocità prossime a quelle della luce. La stessa cosa la fa, da miliardi di anni, l'universo: i raggi cosmici che giungono in continuazione sulla Terra, sulla Luna e su qualsiasi altro pianeta non sono che particelle cariche pesanti accelerate a velocità altissime. Ma la Terra e la Luna sono lì da miliardi di anni, come chiunque è in grado di constatare. Il fatto è che buchi neri così piccoli come quelli che potrebbero essere prodotti da LHC scomparirebbero in un tempo brevissimo a causa del fenomeno di evaporazione di Hawking. E anche se non evaporassero, attraverserebbero la Terra a una velocità tale da non avere il tempo di interagire con niente. E anche se, per un caso assolutamente improbabile, uno di quegli ipotetici mini buchi neri rimanesse intrappolato all'interno del nostro pianeta, il danno che potrebbe fare sarebbe ben poca cosa (al massimo, avendo a disposizione tutto il tempo trascorso dall'origine dell'universo a oggi, miliardi di anni, potrebbe ingoiare appena un milligrammo di materia.)
Come al solito: catastrofismo più tecnofobia uguale bufala.

Questo è uno dei dischi più curiosi che mi sia capitato di ascoltare. È il trionfo del campionamento. In pratica tutte le canzoni sono dei solidissimi collage fatti di frammenti, autorizzati o no, di altre canzoni. Ne viene fuori un album notevolissimo, diciamo in ambito techno-pop, molto più piacevole di quanto si potrebbe immaginare, pensando a dei frankestein del genere.
C'è una sorta di giochino che si svolge spesso in ambito musicale (ma anche letterario o a volte cinematografico) in cui si tratta di scegliere i 5 dischi "da isola deserta". In pratica: se ti trovassi a potere ascoltare la musica di soli 5 album per un lungo periodo di tempo, quali sceglieresti?
Interrompo questo periodo di vacanza (=assenza) dal blog per celebrare l'impresa di Alex Schwazer sulla 50km di marcia.
Innanzitutto deve piacerti l'hip-hop. E già questo è un problema. Fondamentalmente per due ragioni. Primo perché è un genere dopato dalla massiccia presenza di quei gansta-buzzurri che addobbati di collane e denti d'oro, circondati da figone incredibili e sottomesse, sembrano quasi monopolizzarlo, almeno sui canali più consueti di programmazione musicale. E secondo perché, trattandosi di un genere apparentemente semplice, è pieno di gente che si dice "non so cantare e non so suonare, allora faccio l'hip-hop, tanto son buoni tutti", ma questo tutto sommato è lo stesso problema che ebbe il punk. Resta comunque il fatto che l'hip-hop è forse l'unica vera novità di genere della musica degli ultimi decenni.
Ieri mattina mi ha dato la notizia un mio amico fino all'altra settimana incallito fumatore: ho smesso di fumare!
È un periodo che sto un po' trascurando il mio bloggettino. Impegni, testa distratta, poco tempo e un pizzico di pigrizia ne sono le cause a contorno, ma più che altro sono ancora fiero di aderire al motto "se non hai niente da dire, sta pure zitto". E in effetti non è che in questo momento abbia chissà cosa da comunicare.