Qui sotto, per esempio un autoritratto di Stanley Kubrik sul set di Shining, con Jack "Jack Torrance" Nicholson fuori fuoco:
alla deriva nel mare magnum
Le formiche, in particolare, si può sostenere che siano gli animali più aggressivi e più bellicosi. Esse superano di gran lunga gli esseri umani, quanto a cattiveria organizzata; al confronto la nostra specie è gentile e mite. Il programma di politica estera delle formiche può essere riassunto così: aggressione ininterrotta, conquista territoriale e genocidio fino all'annientamento delle colonie limitrofe ogni qualvolta sia possibile. Se le formiche possedessero armi nucleari, probabilmente distruggerebbero il mondo nel giro di una settimana.

Oh, oggi è il 24 maggio!Il Piave mormorava calmo e placido al passaggio
dei primi fanti il ventiquattro maggio;
l'esercito marciava per raggiunger la frontiera
per far contro il nemico una barriera!
Muti passaron quella notte i fanti,
tacere bisognava e andare avanti.
S'udiva intanto dalle amate sponde
sommesso e lieve il tripudiar de l'onde.
Era un presagio dolce e lusinghiero.
il Piave mormorò: "Non passa lo straniero!"
Ma in una notte triste si parlò di un fosco evento
e il Piave udiva l'ira e lo sgomento.
Ahi, quanta gente ha visto venir giù, lasciare il tetto,
poiché il nemico irruppe a Caporetto.
Profughi ovunque dai lontani monti,
venivano a gremir tutti i suoi ponti.
S'udiva allor dalle violate sponde
sommesso e triste il mormorio de l'onde.
Come un singhiozzo in quell'autunno nero
il Piave mormorò: "Ritorna lo straniero!"
E ritornò il nemico per l'orgoglio e per la fame
volea sfogare tutte le sue brame,
vedeva il piano aprico di lassù: voleva ancora
sfamarsi e tripudiare come allora!
"No", disse il Piave, "no", dissero i fanti,
mai più il nemico faccia un passo avanti!
Si vide il Piave rigonfiar le sponde
e come i fanti combattevan l'onde.
Rosso del sangue del nemico altero,
il Piave comandò: "Indietro va', o straniero!"
Indietreggiò il nemico fino a Trieste fino a Trento
e la Vittoria sciolse l'ali al vento!
Fu sacro il patto antico, tra le schiere furon visti
risorgere Oberdan, Sauro e Battisti!
Infranse alfin l'italico valore
le forche e l'armi dell'Impiccatore!
Sicure l'Alpi, libere le sponde,
e tacque il Piave, si placaron l'onde.
Sul patrio suolo vinti i torvi Imperi,
la Pace non trovò né oppressi, né stranieri!
Ci sono un paio di cose che nelle chiacchiere da bar o da dopocena ho sempre trovato insopportabilmente irritanti. Una è il malcelato e sciocco orgoglio con cui certe persone ti dicono "Io dico sempre quello che penso".In generale, tra noialtri esseri umani vige una certa sopravvalutazione della sincerità. A un certo punto abbiamo incominciato a spacciare per ipocrisia la buona educazione con cui sceglievamo cosa dire e cosa no, e a legittimare ogni accondiscendenza nei confronti di noi stessi definendola spontaneità: «Io sono fatta così...», «Ah, io dico quello che penso». Oppure, con ingenua simulazione di autocritica: «Ah, io non posso farci niente, dico quello che penso» o «Io ho questo difetto, che dico sempre quello che penso».Il problema è che è davvero un difetto, dire sempre quello che si pensa. Perché se uno pensa delle fesserie - e capita sovente - poi le deve dire, e magari era meglio di no. Perché se uno pensa delle cose cattive, o sgradevoli, forse è meglio che non le dica. Perché se uno pensa delle cose violente, o stupide, forse è meglio che le reprima. E questo ci porta - dalle parole ai fatti - a uno dei più catastrofici alibi costruiti dal genere umano per autoassolversi e mettere in vacanza la propria responsabilità su di sé.Sii te stesso.Già, bravi. Sii te stesso. E se uno è uno stronzo? «Sii te stesso», con tutta l'aura di grande dignità che si porta dietro, è una tra le peggiori predicazioni della storia. E sta dentro questo grande inganno autoassolutorio per cui l'impegno, l'applicazione, il lavoro di comprensione delle cose giuste e di quelle sbagliate, l'aspirazione a essere migliori, finiscono per essere disprezzati come artificiose ipocrisie, di fronte alla pretesa nobiltà del pigro e vile affidarsi alla propria natura.
Che io continui a non capirci un granché continua ad essere un dato di fatto, ma nel frattempo ho azzeccato tutte e 4 le semifinaliste per il titolo NBA 2010-11.
Quando ti appassioni a qualcosa ti appassioni pure ai personaggi stellari che quell'attività la praticano a livelli eccelsi.
Del difficile ed esaltante mestiere di padre, una delle cose più belle è senz’altro la possibilità di guardare con occhi nuovi le cose vecchie. Ed è esaltante pure l’occasione di appassionarsi alle cose nuove, ma qui il terreno è più scivoloso, dato che si rischia facilmente di scadere nel giovanilismo,.
Sprechiamo la gioventù a conquistare la ricchezza e la ricchezza a conquistare la gioventù
Sicuramente è il ricordo calcistico più bello di tutta la mia vita. Quel mondiale di quasi trent'anni fa è rimasto scolpito nella mia memoria in modo indelebile, molto più che qualsiasi altra partita o evento calcistico precedente o successivo.
Copioincollo dal blog di Luca Sofri:Sono a una riunione con le maestre della scuola elementare di mia figlia. Mi deprimo ogni minuto di più a sentire che quest’anno i tagli sul personale insegnante non permetteranno più uscite e visite esterne, costringeranno ad affollare le classi ogni volta che manca una maestra, impediranno di poter dedicare tempo e recuperi necessari ai bambini che ne hanno bisogno, e demoliranno il tempo pieno (“non è un tempo pieno, è una schifezza”, dice la maestra). E avanti così, e mi deprimo.
E poi mi arriva, negli aggiornamenti delle news sul telefono, questa:
“Roma, 11 ott. (Adnkronos) – ”Sono convinto che non destinare adeguati investimenti all’educazione e alla scuola sia una politica poco lungimirante, destinata a condannare un Paese all’impoverimento culturale, alla decadenza economica e sociale”. E’ quanto afferma il presidente della camera dei Deputati, Gianfranco Fini”
E vaffanculo, detto da padre
Qualche volta pare che i nomi che vengono designati a Stoccolma[*] siano frutto di non si sa bene quali imperscrutabili e cervellotiche elucubrazioni.